REQUISITI PER PERCEPIRE INDENNITA’

Giovanni P. (27 marzo)

Sono un proprietario di una pizzeria. Mi ha comunicato il mio commercialista che chi ha prestato servizio a domicilio non ha diritto al bonus 600 euro anche se ha avuto un calo enorme del fatturato, ne sa qualcosa in merito?

Gentile Giovanni P., lei ha pienamente diritto a percepire il bonus, difatti nel decreto non c’è nessuna indicazione che lo impedisca. Gli unici due requisiti necessari sono: non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non avere altre forme di previdenza obbligatoria.  

Questi sono i riferimenti. Se ha la partita Iva c’è l’articolo 27 del decreto Cura Italia, che dice espressamente così: “Ai liberi professionisti titolari di PARTITA IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 […] iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, NON titolari di pensione e NON iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro”. 

Per i lavoratori autonomi iscritti all’AGO c’è l’articolo 28, che recita così: “Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata […] è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro”. 

Per i dipendenti del settore PRIVATO, i lavoratori AUTONOMI, quelli iscritti alla GESTIONE SEPARATA e i lavoratori con FIGLI invece c’è l’articolo di riferimento è il 23, che recita così: “[…] a decorrere dal 5 marzo, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole […] e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a 15 giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni […] di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione […]. in alternativa alla prestazione […] è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro […]. Le modalità operative […] sono stabilite dall’INPS”.