DOMANDE SULLA APP IMMUNI: Proprietà e Utilizzo

Domanda di Monica R. : Con l’applicazione che avremo tutti sul cellulare non si rischia di far arricchire a dismisura la società che l’ha creato? Quanto è costata allo Stato acquistarla? E ci possiamo fidare di un privato che possiede un app così importante? Potrebbe farne quello che vuole. Dare un tale potere ad un privato è un grande rischio!!

Il Ministero dell’innovazione ha preso in carico le considerazioni dei 2 sottogruppi della Task Force di esperti , e dopo vari confronti sia con il ministro Speranza , anche con il ministro della giustizia, l’OMS, ed altri importanti interlocutori istituzionali, ha sottoposto la scelta della applicazione risultata migliore, assieme al ministro della Sanità, al Presidente del Consiglio Conte che ha dato mandato al commissario Arcuri di acquistare la app. Viene acquisita così, il 16 aprile , la licenza d’uso gratuita perpetua aperta ed irrevocabile , sia del codice sorgente che di tutte le componenti dell’applicazione. Inoltre l’azienda proprietaria, la Immuni, si è data disponibile pro bono a completare tutti gli strumenti software necessari a completare l’intero  sistema nazionale di contact tracing. A questo punto pertanto l’applicazione non è più della società ma è una applicazione dello Stato e la sua applicazione verrà comunque votata dal Parlamento.

Voi immaginatevi se  il paziente Zero avesse potuto avere quest’APP, avremmo potuto avviare tutti quelli con cui è stato in contatto, ha corso la maratona, fatto cene, tutti quelli li avremmo subito individuati, si sarebbero messi in quarantena a casa solo loro e non tutta Italia, se tutti avessero avuto l’APP

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Domanda di Salvatore I.: Sarà insegnato a tutti come usare l’applicazione che ci protegge dal virus? Ci saranno dei numeri da poter chiamare se si ha difficoltà sia da parte sia di cittadini che da parte del personale sanitario?

Ci sarà da subito una approfondita campagna informativa per aiutare tutti i cittadini, di ogni età e capacità, ad imparare ad utilizzare bene l’applicazione . Nel contempo il Commissario straordinario sta analizzando tutte le attività per dare avvio ai contratti che servono per dare tutte le comunicazioni: i contratti con i call center di primo e di secondo livello. Il primo livello servirà per spiegare come funziona l’applicazione ai cittadini (front-end) ed anche ai medici che avranno la gestione del back end. La gestione del call center di secondo livello servità invece se, una volta che il soggetto è stato rilevato come positivo, debba chiamare perché potrebbe avere delle domande che non vengono risolte all’interno dell’applicazione.

Domanda di Antonella C.: quest’APP potrebbe avere problemi di geolocalizzazione,  soprattutto nelle città dove questa funziona poco, cioè ci sono dei  margini di errore abbastanza ampi quindi in teoria se così fosse come si pensa di andare a migliorare questo aspetto? Poi se l’APP usa anche il Bluetooth , io so che non è preciso, misura solo l’intensità del segnale e non sa a che distanza esattamente sono altri cellulari. Come pensate si superare questi problemi?

Questa APP ha problemi di geolocalizzazione ? In verità questa APP non usa affatto la geolocalizzazione non deve gelocalizzare. Quindi non esiste la geolocalizzazione, l’App non deve sapere dov’è il cittadino, l’App non fa il tracking che è il tracciamento, ma fa il  contact tracing che è la memorizzazione dei codici dei cellulari con cui sei venuti a contatto nei giorni precedenti al fatto che sei diventato positivo.  Questa è la motivazione per cui l’App non utilizzia il GPS e le celle telefoniche, ma usa solo la tecnologia Bluetooth Low Energy, questa è una tecnologia molto più precisa.