APP E TAMPONI

Domanda di Elena B.: Buongiorno Senatrice Gallicchio, potrebbe chiedere alla ministra Pisano se sono consci della totale inutilità della App (Immuni o altra) in assenza di tamponi attendibili, come già rilevato dal Presidente Soro e dal MIT di Boston. Visto che, come ci dicono i tecnici di laboratorio di tutto il mondo, il 46% dei tamponi dà falsi negativi e il 50% dà falsi positivi e ciò determina una totale incoerenza nei risultati che dovrebbero essere implementati nella App. Grazie mille! 

Gentile Sig.ra Elena B., le dico che il Ministero della Salute sta lavorando duramente sulla questione, conosce perfettamente le problematiche e sta seguendo costantemente gli studi scientifici, che comunque fanno ogni giorno notevoli passi avanti.

E’ recentissima ad esempio la notizia che a breve la Abbott conta di distribuire in Italia 4 milioni di test (la Abbott è l’azienda farmaceutica statunitense vincitrice del bando indetto dal governo per la fornitura di test sierologici in Italia nell’ambito dell’emergenza coronavirus). “Il nuovo test ha dimostrato specificità e sensibilità superiori al 99 per cento …ecc… Qui sotto c’è il link per approfondire:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Abbott-si-aggiudica-gara-4-milioni-di-test-sierologici-in-Italia-entro-fine-maggio-ea55bc17-f77a-4bf1-84ea-562e30691e65.html

I ministeri della Salute e dell’Innovazione sono costantemente in contatto e si confrontano tutti i giorni. La ministra Pisano è pienamente consapevole delle difficoltà, come lo siamo tutti, ma stiamo facendo molti progressi, quindi sono fiduciosa nel fatto che avremo diagnosi sempre più rapide ed affidabili, così come che l’app una volta pronta funzionerà in modo adeguato e sarà utilizzata da tantissimi cittadini. 

LE VOSTRE DOMANDE SULLA APP IMMUNI: PRIVACY, TRACCIAMENTO E TELEMEDICINA

Domanda di Alice P. : La tecnologia è importante per combattere contro il virus, ma oltre la salute c’è anche la privacy, ci state pensando?

Risposta: Obiettivo generale del ministero è aumentare digitalizzazione macchina dello Stato. Non è semplice, spesso ci sono tante resistenze e riflessi di difesa perchè da parte dei cittadini c’è il timore di perdere il lavoro o i propri diritti, e i timori vanno ascoltati. D’altro canto per affrontare la pandemia da Coronavirus le nuove tecnologie hanno un ruolo importante, consentono di svolgere le attività senza le quali non avremmo potuto portare avanti tante cose anche della quotidianità. Dobbiamo fermare il contagio ma abbiamo dare egualmente attenzione alla privacy, assolutamente! Nessuna tecnologia deve travolgere i diritti di riservatezza di ciascuna persona. Il nostro obiettivo è di adottare sia la tecnologia utile alla battaglia sanitaria, sia tutelare i diritti sanciti dalla costituzione che non è certamente solo quello alla salute. In vista della valutazione e della scelta delle tecnologie da ulilizzare abbiamo individuiamo una autonoma task force composta da 74 esperti, divisa 2 parti (sottogruppi): una parte tecnologica e l’altra specifica per la privacy. – Il sottoGruppo di lavoro della Task Force focalizzato sulla Privacy ha formulato un documento con delle indicazioni molto forti sulla privacy, documento poi inviato al Garante della Privacy che ha fatto anche le sue osservazioni. Le indicazioni dicevano:

– che l’applicazione doveva essere Totalmente gestita da soggetti pubblici con il codice aperto e suscettibile di revisione, disponibile per chi avesse voluto studiarlo.

-I dati raccolti dovevano essere anonimi per impedire l’identificazione dell’interessato,

-che una soluzione tecnologica del genere doveva essere assunta liberamente dai singoli cittadini,

-che raggiunta la finalità perseguita i dati dovevano essere cancellati subito dopo, ad eccezione dei dati aggregati assolutamente anonimi utili a fini statistici,

– che il cittadino potesse ritornare esattamente nella stessa condizione di prima che il fatto accadesse,

– che la soluzione fosse effettivamente efficace sul piano del contenimento epidemiologico. 

Tra tutte le applicazioni pervenute, la valutazione è stata fatta sia dal punto di vista tecnologico , sia dalla parte della privacy. E l’applicazione che è stata aggiudicata è quella che risponde meglio a tutte le indicazioni segnalate in merito alla privacy dei cittadini. Difatti
non localizzerà mai la persone, non c’è il GPS, solo il bluetooth , non traccia il percorso delle persone, non ci sarà nessun nome e cognome di chi è infetto, ma solo codici anonimi, non ci sarà un fenomeno di “untori” ed è volontaria.

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Domanda di Mario C.: L’app immuni è una app anche di telemedicina? Ci sono dati clinici delle persone?

Risposta: Questa app oltre alla funzione di tracciamento potrebbe essere arricchita, ma al momento non è ancora deciso, anche di un servizio di diario clinico dove il cittadino può tenere nota , per propria memoria, dei i suoi sintomi giornalmente. Ci siamo resi conto che l’ integrazione dell’app con le richieste del sistema sanitario e quindi con la parte di tele medicina, sarebbe un aiuto ulteriore della tecnologia alla salute, vedremo. La parte di App di contract tracing è invece già in fase di perfezionamento, e questo già un grande risultato, perché è complessa di suo. Stiamo nel contempo raccogliendo l’implementazione per andare verso la telemedicina come richiesto dai Servizi Sanitari per cui stiamo definendo anche un piano  di lavoro intorno a questa APP, o ad una aggiuntiva, che sia maggiormente a supporto della salute dei positivi in generale.

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Domanda di Mariolina T.L.: Spero che l’app sarà importante per la fare 2, alla ripresa, per tracciare ed isolare i contatti in modo repentino per evitare di creare nuovi focolai! E’ così?

Risposta: E’ vero che servirà di più nella fase 2 per contenere i focolai, ed è importante sempre ricordare che non localizzerà mai la persone, non c’è il GPS, non traccia il percorso delle persone, non ci sarà nessun nome e cognome di chi è infetto, non ci sarà un fenomeno di “untori” ed è volontaria. 

Quindi nessuno potrà dire se non hai l’applicazione non sali su un pulman o non vai a lavorare, perché oltre ad essere un concetto contrario alla democrazia , è giusto che non debba essere nemmeno strumentalizzata in nessun modo, ad esempio: nella mia scuola l’app è obbligatoria, io non voglio andare a scuola, non me la scarico e così non vado a scuola.

Non essendo obbligatoria, quindi si evita anche questo fenomeno che non fa nemmeno bene alla diffusione dell’applicazione stessa.

MODIFICHE & DOMANDE al DECRETO #LIQUIDITÀ

AGNESE GALLICCHIO

–PUOI MIGLIORARE IL DECRETO O CHIEDERE CHIARIMENTI —

— SCRIVI ALLA SENATRICE —

SEGRETERIA.GALLICCHIO@SENATO.IT

Il decreto “Liquidità” di aprile è un’importante risposta del Governo alla crisi economica che sta attraversando il nostro Paese. Uno strumento per aiutare la nostra economia, che sta subendo le conseguenze della chiusura delle attività, ora in grave crisi di liquidità.
Si tratta di un decreto fondamentale e complesso, sul quale puoi chiedermi informazioni, e poichè siamo ancora nella sua fase di trasformazione in legge, se noti un problema scrivimi, è ancora possibile perfezionarlo e migliorarlo !!

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AZIENDE IN SOFFERENZA BANCARIA

Domanda di A. O.: in merito al prestito dei 25 mila sto ricevendo, diverse segnalazioni  in cui mi dicono che a chi ha una sofferenza bancaria segnalata nella Centrale rischi Banca d’Italia o Crif, le banche la domanda al fondo di garanzia non la inoltra nemmeno. Solo che, queste aziende erano regolarmente attive, con bilanci positivi e contributi regolarmente pagati e i  questo modo stiamo decretando il loro fallimento che senza Covid non ci sarebbe probabilmente stato e magari avrebbero anche sanato le loro pendenze con le banche che a volte sono sfociate anche in cause civili per clausole eccessivamente sfavorevoli e anatocismo. Spero in correttivi in sede di conversione? Grazie

Gentile signore, al momento l’art 13, lett g) del decreto Liquidità stabilisce espressamente che “sono, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come ‘sofferenze’ ai sensi della disciplina bancaria”. Se vi saranno modifiche in senso diverso lo vedremo presto dopo il passaggio alla camera.

Ma c’è da fare una premessa doverosa: le banche dati SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) sono banche dati che gli intermediari finanziari consultano prima di concedere un finanziamento. Questi dati rappresentano la “reputazione” di cui il cliente gode presso gli intermediari finanziari, dati in cui viene tracciata la “referenza creditizia”, ossia un profilo che va a delineare quelli che sono e sono stati i suoi comportamenti relativi ai rapporti di finanziamento.

Lo stato con il DL Liquidità si fa da garante per le imprese che richiedono il prestito, ma il prestito sostanzialmente lo fa la Banca. Quindi un soggetto economico segnalato negativamente nelle SIC difficilmente riceve prestiti dalle Banche, perchè sono alte le probabilità che non possa restituirlo.

Le PMI e i consorzi si ritengono economicamente e finanziariamente sani qualora venga accertata, sulla base della consistenza patrimoniale e finanziaria, la possibilità di far fronte agli impegni finanziari derivanti dalle operazioni per le quali è richiesto l’intervento del Fondo. 

Un aspetto importante da tenere in considerazione è che i criteri per valutare se le PMI sono finanziariamente ed economicamente sane, sono calcolati in modo da mantenere il tasso di default basso (circa il 2%) e permettere alle imprese sane, in difficoltà a causa del difficile periodo congiunturale, di poter accedere allo strumento. 

L’impresa che richiede il supporto al Fondo centrale di Garanzia non ha un contributo in denaro ma ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive e senza dover fare i conti con i costi di fidejussioni o polizze assicurative, in quanto, gli importi concessi dalle banche sono garantiti dal Fondo. La concessione della garanzia del Fondo, precedentemente onerosa, diventa gratuita per tutte le operazioni finanziarie previste dal Fondo. 

La valutazione per l’accesso alla garanzia del Fondo viene effettuata ESCLUSIVAMENTE sulla base delle informazioni economico-finanziarie riferite agli ultimi due bilanci chiusi e approvati o, per le imprese non soggette alla redazione del bilancio, alle ultime 2 dichiarazioni fiscali presentate.

Ai fini dell’accesso al Fondo NON sono dunque valutate le informazioni di tipo andamentale della Centrale dei rischi. Tale previsione consente l’accesso alla garanzia da parte di quelle imprese economicamente e finanziariamente sane prima dell’emergenza epidemiologica, sterilizzando, in tal modo, gli effetti della crisi economica che ne è scaturita ai fini dell’accesso all’incentivo pubblico.

Per tale motivo è opportuno richiedere alla Banca FORMALMENTE (tramite pec o altra documentazione probante) i dati di inoltro o i motivi di mancato inoltro della domanda.

SEGNALAZIONI DISSERVIZI CON LE BANCHE

A. F. (22 apr)

Sono andato a chiedere un prestito per superare questo momento di mancati incassi a causa del blocco Covid. La banca mi ha negato il finanziamento dei 25000 euro garantiti dallo Stato. Per conoscere ufficialmente il motivo della mancata concessione del credito,
ho inviato una mail PEC alla Banca, ma non ricevo alcuna risposta. Che posso fare?

Gentile A.F, proprio in questa fase economicamemte delicata per le aziende causata dall’emergenza #Coronavirus, noi del Movimento 5 Stelle ci siamo prefissi l’obiettivo di monitorare l’efficienza del sistema bancario in relazione ai provvedimenti soprattutto quelli recenti come il decreto liquidità che prevede appunto il prestito garantito da Stato di cui lei ha fatto richiesta. Serve avere un riscontro di come le banche stanno operando e se effettivamente stanno abbattutendo i tempi, e le lungaggini burocratiche, normalmente previste per ottenere liquidità o un finanziamento. I problemi o i disservizi riscontrati li può ora segnalare, in maniera tale da consentirci di fare un report più approfondito e dettagliato con le problematiche riscontrate e risolverle tempestivamente.

Il form per le vostre segnalazioni è: https://podio.com/webforms/24363867/1776037