LA POTENZA DEL DEGRADO

La Potenza del degrado

La Potenza del degrado

Il fenomeno della prostituzione nella città di Potenza sta assumendo i connotati dell’emergenza.

La presenza di immigrati si starebbe traducendo in attività economiche dubbie, organizzate dai medesimi e svolte non solo in determinate aree cittadine in pieno giorno come in prossimità del Principe di Piemonte, Via Mazzini e viale del Basento per citarne alcune, ma anche presso appartamenti privati, resi disponibili a titolo oneroso da gente del posto per la semplice accoglienza che a quanto emergerebbe è stata convertita in qualcosa di più e di oscuro.

Uno status lamentato dai cittadini che oramai riscontrano il problema ad ogni ora del giorno.

Oltre alle strutture di ospitalità rappresentate dalle cooperative alle quali è stato affidato tale servizio e ad alcune strutture alberghiere cittadine e dell’immediato hinterland (vedasi Rifreddo) che oramai si dedicano solo al trattamento dell’emigrazione dietro remunerazione giornaliera, sembra che il numero degli ospiti superi di gran lunga quello dei posti letto per unità abitativa, con le conseguenze che si possono immaginare.

E’ palese che una eccessiva concentrazione numerica in questi luoghi, seppure regolarmente autorizzata, agevoli le iniziative spontanee e non sempre legittime degli emigrati, difficili da controllare e da gestire, spesso “ignorate” dagli stessi operatori.

L’assenza di una pianificazione adeguata sia del flusso degli arrivi nonché della destinazione e della eventuale integrazione sta generando esattamente un business per chi gestisce (e probabilmente le finalità iniziali erano diverse o si auspicava lo fossero), sia una organizzazione dedita allo sfruttamento delle giovani donne straniere che si somma a quella già fisiologicamente presente.

Se le dimensioni dell’attività, allo stato attuale, consentono ancora una presumibile regressione, da qui a poco sarà difficile poterla governare impiegando il solo controllo.

Si rende indispensabile nonché urgente regolamentare il flusso numerico di arrivi nel capoluogo nonché impedire che la massiccia presenza in determinati aree possa innescare fenomeni illeciti di qualsiasi natura incrementando la funzione di controllo dell’autorità competente e l’allontanamento dei clandestini opponendosi allo stazionamento degli emigrati che non trovano collocazione lavorativa nelle attività cittadine oltre che tendere ad una integrazione dove possibile.

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