DIDATTICA A DISTANZA POTENZIATA

N.S. (16 aprile)

Durante la conferenza stampa ha dichiarato di voler valutare la possibilità di proseguire con la didattica a distanza anche il prossimo anno, supportato da uno stanziamento di 70 milioni per fornire a tutti gli studenti la strumentazione necessaria. Nonostante il grande sforzo degli insegnanti la DAD, che al momento non equivale all’insegnamento tradizionale, non è uno strumento che tutti possono usare proprio perché non arriva ancora a tutti. In attesa del ritorno a scuola, come intendete potenziare la DAD?

 

Gentile N.S., come noto, il nostro Paese sta attraversando un periodo di grandissima emergenza causata dalla pandemia Covind-19 che ha coinvolto il tessuto economico, sociale, culturale e scolastico. Gli studenti si sono trovati nella situazione di non poter più frequentare fisicamente 

la scuola e abbiamo scelto di seguire la strada tracciata dall’art. 34 della costituzione che garantisce il diritto allo studio. Come?  Mediante la Didattica a Distanza (la c.d. DAD) come mezzo che consentire a tutti gli studenti di proseguire il loro percorso di apprendimento e la continuazione dei rapporti umani  tra professori e studenti o tra gli studenti stessi.  È chiaro ed evidente a tutti che la didattica a distanza non potrà mai sostituire la didattica in presenza, ma è pur vero che può costituire uno strumento utile  per mettere in comunicazione studenti e professori. Ora, il problema era arrivare a tutti gli studenti in modo da colmare il gap tra parte della popolazione scolastica e gli strumenti digitali. Per questo abbiamo stanziato nel decreto cura italia n.187, 85 milioni di euro, di cui 70 milioni di euro stanziati, con l’art. 120 del decreto legge n.18, per consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi di strumenti digitali da mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, e dunque acquistare per essi pc e tablet. Parlando con la ministra Azzolina mi ha chiarito che dopo un primo monitoraggio, nonostante la burocrazia, grazie anche alla collaborazione dei dirigenti scolastici, sono riusciti a far avere alle istituzioni scolastiche i soldi per l’acquisto dei tablet e pc nel giro di pochissimo tempo. Quindi per poter avere i device che servono ci si deve rivolgere direttamente al dirigente della propria scuola.

Per di più, ora è in corso un secondo monitoraggio per verificare se occorra ancora intervenire per colmare il suddetto gap, fermo restando che tantissimi fanno didattica a distanza con il cellulare. Ciò posto, è previsto uno stanziamento ulteriore di 80 milioni di euro a valere sulle risorse pon destinate proprio all’acquisto di pc ,tablet e dispositivi per la connessione internet dedicata alle scuole del primo ciclo, quindi per i bambini più piccoli, della scuola primaria e secondaria di primo grado, per far avere tutta la necessaria strumentazione tecnica che possa servire. Queste risorse divengono accessibili attraverso un bando agile partecipando al quale le scuole potranno ricevere risorse immediatamente spendibili. Quindi occorre sollecitare le scuole a partecipare.

Per ciò che concerne il problema della connettività sono stati stanziati 200 milioni di euro e, grazie anche alla c.d. Solidarietà digitale,  che ci ha permesso di lavorare con le compagnie telefoniche, siamo riusciti a dare giga illimitati ai nostri studenti. 

Ulteriore problema è che non tutto il personale scolastico, i docenti in particolar modo, era formato per fare la didattica a distanza. Per questo, una delle prime cose che abbiamo fatto è stata quella di aprire una pagina sul sito del Ministero dell’Istruzione, in cui si è messo a disposizione alcune piattaforme e tantissimi webinar. Nel decreto cura italia, abbiamo anche provato a contrattualizzare mille assistenti tecnici nuovi che dessero una mano nella DAD. Il nostro obbiettivo sarà quello di rendere stabile questa misura e di realizzare nei fatti una battaglia del M5S inserita nel programma per le elezioni 2018.

In più il personale docente di ruolo ha a disposizione tutti gli anni una card docente del valore di 500 euro con  cui si possono non solo comprare pc, portatili, ebook ecc, ma noi, ampliandola, abbiamo autorizzato anche l’acquisto di microfoni webcam, touch screen, penne, scanner e tutto quello che potesse essere utile per la didattica a distanza. Questa misura era già presente nella legge 107/2015 e noi adesso l’abbiamo estesa negli acquisti solo per i docenti di ruolo e non per i precari perché, per estenderla ai precari ha dei costi enormi, fermo restando che i dirigenti scolastici possono dare in comodato d’uso gratuito i computer e i pc presenti all’interno delle scuole e dei laboratori al personale scolastico.