CAOS A POTENZA ANCHE NEL SETTORE TRASPORTI

CAOS A POTENZA ANCHE NEL SETTORE TRASPORTI

Nonostante il cambio di testimone avvenuto con l‘insediamento dell’ultima amministrazione comunale in merito alla gestione del trasporto pubblico urbano, le difficoltà che la città di Potenza si trova ad affrontare non solo rimangono irrisolte ma continuano ad acuirsi. Non si comprende come un servizio pubblico erogato su un territorio urbano complesso ma non proibitivo risenta di una programmazione che elude sistematicamente le esigenze di una utenza bisognosa di far fronte agli spostamenti, sul percorso cittadino locale e su quello extra di competenza, con i mezzi pubblici disponibili lasciando a casa i propri.

Senza trascurare i vantaggi che ne derivano in termini di risparmio energetico e di impatto ambientale, l’uso del trasporto pubblico agevolerebbe anche il coordinamento del flusso di fruitori che a vario titolo e quotidianamente arrivano dalla periferia e dal comprensorio provinciale, nonché degli spazi che le recenti disposizioni sui parcheggi hanno di recente penalizzato (anche in termini economici). Se questa valutazione, affatto superflua rappresentasse uno dei parametri da considerare attentamente in sede di pianificazione dei tragitti e degli orari, lo sviluppo della strategia si avvarrebbe di un contributo informativo molto più efficace ed efficiente, consapevole delle reali esigenze che la città continua a manifestare nonostante vengano disattese. E’ evidente che una attività di monitoraggio dei numeri, dei tempi e dei luoghi rappresenterebbe un ulteriore tassello utile a rendere più fruibile il servizio stesso, sempre che tutto ciò già non faccia parte di un sistema che purtroppo non sortendo effetti benefici per la città necessita di una inevitabile revisione. Non meno importante peraltro la comunicazione alla cittadinanza di cambi e variazioni, sugli abbonamenti o le vendite al minuto dei biglietti che sorprendono anche chi proviene da fuori città, sebbene le fermate urbane siano state dotate di sistemi informativi tecnologicamente avanzati già da tempo ma non funzionanti, di App pubblicizzate sul sito del Comune ma a solo scopo dimostrativo perché non supportate da sistemi GPS sui mezzi che possano informare sugli arrivi ed eventuali ritardi rispetto all’orario previsto, ad esempio. Se si aggiunge, inoltre, il transito di veicoli assolutamente vuoti in molti orari della giornata è probabile che qualche errore di valutazione continui ad essere commesso lasciando ampi margini di miglioramento alla gestione. Lodevole, quindi, l’iniziativa di agenzie private che hanno “occupato” ciò che è stato lasciato vacante dal pubblico, riscuotendo un considerevole successo a dimostrazione di un target cospicuo di utenti che “crede” nel servizio, ma altrettanto imbarazzante, dopo anni e gestioni precarie, la convinzione che sia lacunoso in molti aspetti con un aggravio non solo su tutto il sistema ma anche sull’uso dell’ imponente struttura delle scale mobili , anello di congiunzione strategico tra centro e periferia, abbandonata ad un destino difficile da ipotizzare. Ancor più emerge il disagio delle fasce deboli della popolazione, diversamente abili e anziani, impossibilitati nel raggiungere le strutture e i luoghi più frequentati per vari motivi e affidati alla speranza di salire sulla corsa che a volte per caso transita dopo ore di attesa. Non più procrastinabile la necessità di ristabilire una gestione del trasporto che in primis si avvantaggi di una vision completa della città capace di costruire una rete adeguata alle necessità specifiche delle varie zone, dei servizi che richiedono una maggiore attenzione e delle utenze provvedendo, laddove ce ne fossero le condizioni, ai fabbisogni dei più disagiati senza ulteriori deroghe. Ma soprattutto di recuperare la mission dell’amministrazione: la risoluzione dei problemi dei cittadini.

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