PROFESSIONISTI A PRESTAZIONE OCCASIONALE

Raffaella S. (22 apr)

Vorrei aggiungere una previsione al decreto liquidità, vorrei farti presente che I 600 euro sono stati finiti dall’inps solo alle partite iva lasciandi fuori i prifessionisti che lavorano con codice fiscale a prestazione occasionale. Grazie

Gentile Raffaella S., in realtà ai professionisti i 600 euro sono stati pagati dalle Casse Previdenziali di Appartenenza! I requisiti di accesso del bonus per i professionisti sono cambiati con il decreto liquidità. In particolare l’art. 34 del decreto prevede che “ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui all’art. 44 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico e iscritti in via esclusiva”. Il requisito di accesso quindi rimane l’iscrizione alle Casse private in via esclusiva.

La posizione però, dei professionisti non iscritti alle casse e a prestazione occasionale, è diversa. Il problema è proprio che si tratta di lavoratori occasionali, non iscritti a nessuna cassa, Inps e gestione separata, che hanno lavorato occasionalmente lo scorso anno e hanno guadagnato meno di 5.000 euro. E quest’anno non è detto che lavorino, quindi il calo di guadagno non è dimostrabile. Il fulcro della questione è qui. Purtroppo devo specificare che i bonus non sono indennità che vengono date alle persone bisognose o per la presenza del coronavirus in sé, ma un’indennità per compensare il calo delle entrate dovute alla chiusura forzata dell’attività. Per chi non ha lavoro sono previste altre forme di aiuto, ma se una persona non rientra nemmeno nel Reddito di Cittadinanza vuol dire che probabilmente ha delle entrate diverse o un patrimonio sopra la soglia di accesso. Voglio assicure che stiamo cercando di venire incontro a tutte le esigenze, soprattutto di chi ha più bisogno. Ci sono molte altre misure. Solo per dirne alcune: abbiamo stanziato oltre 4 miliardi ai Comuni e 400 milioni per gli aiuti alimentari, abbiamo sospeso il pagamento di imposte e contributi, abbiamo messo un credito di imposta sugli affitti commerciali, abbiamo sospeso il pagamento delle rate dei mutui. E abbiamo varato un decreto per immettere liquidità alle imprese, con prestiti agevolati e garantiti al 100% dallo Stato. Per il prossimo decreto stiamo lavorando per esempio anche ad un aiuto sulle bollette tagliando i costi fissi e prorogando la sospensione dei distacchi e soprattutto all’erogazione di finanziamenti a fondo perduto alle piccole imprese, con un tesoretto di oltre 10 miliardi. Comunque, proprio perché non vogliamo lasciare indietro nessuno, stiamo lavorando senza sosta alla nostra proposta di Reddito di Emergenza, una somma di circa 400 euro per aiutare le famiglie più in difficoltà. Provvedimento importantissimo, che stiamo cercando in tutti i modi di inserirla già nel prossimo decreto. Al momento non posso dire altro.