AZIENDE IN SOFFERENZA BANCARIA

Domanda di A. O.: in merito al prestito dei 25 mila sto ricevendo, diverse segnalazioni  in cui mi dicono che a chi ha una sofferenza bancaria segnalata nella Centrale rischi Banca d’Italia o Crif, le banche la domanda al fondo di garanzia non la inoltra nemmeno. Solo che, queste aziende erano regolarmente attive, con bilanci positivi e contributi regolarmente pagati e i  questo modo stiamo decretando il loro fallimento che senza Covid non ci sarebbe probabilmente stato e magari avrebbero anche sanato le loro pendenze con le banche che a volte sono sfociate anche in cause civili per clausole eccessivamente sfavorevoli e anatocismo. Spero in correttivi in sede di conversione? Grazie

Gentile signore, al momento l’art 13, lett g) del decreto Liquidità stabilisce espressamente che “sono, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come ‘sofferenze’ ai sensi della disciplina bancaria”. Se vi saranno modifiche in senso diverso lo vedremo presto dopo il passaggio alla camera.

Ma c’è da fare una premessa doverosa: le banche dati SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) sono banche dati che gli intermediari finanziari consultano prima di concedere un finanziamento. Questi dati rappresentano la “reputazione” di cui il cliente gode presso gli intermediari finanziari, dati in cui viene tracciata la “referenza creditizia”, ossia un profilo che va a delineare quelli che sono e sono stati i suoi comportamenti relativi ai rapporti di finanziamento.

Lo stato con il DL Liquidità si fa da garante per le imprese che richiedono il prestito, ma il prestito sostanzialmente lo fa la Banca. Quindi un soggetto economico segnalato negativamente nelle SIC difficilmente riceve prestiti dalle Banche, perchè sono alte le probabilità che non possa restituirlo.

Le PMI e i consorzi si ritengono economicamente e finanziariamente sani qualora venga accertata, sulla base della consistenza patrimoniale e finanziaria, la possibilità di far fronte agli impegni finanziari derivanti dalle operazioni per le quali è richiesto l’intervento del Fondo. 

Un aspetto importante da tenere in considerazione è che i criteri per valutare se le PMI sono finanziariamente ed economicamente sane, sono calcolati in modo da mantenere il tasso di default basso (circa il 2%) e permettere alle imprese sane, in difficoltà a causa del difficile periodo congiunturale, di poter accedere allo strumento. 

L’impresa che richiede il supporto al Fondo centrale di Garanzia non ha un contributo in denaro ma ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive e senza dover fare i conti con i costi di fidejussioni o polizze assicurative, in quanto, gli importi concessi dalle banche sono garantiti dal Fondo. La concessione della garanzia del Fondo, precedentemente onerosa, diventa gratuita per tutte le operazioni finanziarie previste dal Fondo. 

La valutazione per l’accesso alla garanzia del Fondo viene effettuata ESCLUSIVAMENTE sulla base delle informazioni economico-finanziarie riferite agli ultimi due bilanci chiusi e approvati o, per le imprese non soggette alla redazione del bilancio, alle ultime 2 dichiarazioni fiscali presentate.

Ai fini dell’accesso al Fondo NON sono dunque valutate le informazioni di tipo andamentale della Centrale dei rischi. Tale previsione consente l’accesso alla garanzia da parte di quelle imprese economicamente e finanziariamente sane prima dell’emergenza epidemiologica, sterilizzando, in tal modo, gli effetti della crisi economica che ne è scaturita ai fini dell’accesso all’incentivo pubblico.

Per tale motivo è opportuno richiedere alla Banca FORMALMENTE (tramite pec o altra documentazione probante) i dati di inoltro o i motivi di mancato inoltro della domanda.