SLITTAMENTO TERMINI ACCERTAMENTI TRIBUTARI

Francesco F. (23 apr)

Buon pomeriggio, mi preme segnalare una anomalia, presente nel testo della legge di conversione del D.L. Cura Italia. Al comma 4 dell’articolo 67 del decreto è “saltato” il riferimento al comma 2 dell’art. 12, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159. Per effetto di tale mancato richiamo al comma 2, i comuni non potranno più avvalersi dello slittamento di due anni dei termini di prescrizione e decadenza relativi agli accertamenti tributari (IMU, TARI, TOSAP. Ecc.) relativi all’anno di imposta 2015, termini  che scadono entro il 31 dicembre 2020.

Trattasi a mio avviso di un danno per le amministrazioni comunali ma anche per gli stessi contribuenti: le prime dovranno anticipare la notifica di migliaia di avvisi di accertamento da settembre 2020 con effetti evidentemente negativi sugli stessi contribuenti, alle prese con una assai difficile ripartenza che connoterà le fasi 2 e 3 dell’emergenza epidemica in atto.  Si sta pensando ad un intervento correttivo?

Gentile Francesco F, in riferimento alla sua osservazione circa l’eliminazione del riferimento al comma 2 dell’art. 12, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159, le faccio presente che non è stata una distrazione ma è stato fermamente voluto dai 5 Stelle, e ciò per una serie di ragioni:

  • Lo slittamento di due anni dei termini di decadenza degli accertamenti avrebbe creato un aumento del contenzioso, in quanto in contrasto con il c.d. Statuto per i Diritti del Contribuente (L. 212/00 art. 3 comma 3) che è legge gerarchicamente superiore come previsto dall’art. 1 comma 1 della stessa L. 212/00;
  • Le entrate non sarebbero aumentate, in quanto si dilata solo il tempo di accertamento di un periodo datato (redditi 2015 a scapito di accertamenti di periodi più recenti 2016 e seguenti) e non il numero totale degli accertamenti realmente realizzabile;
  • Lo stato e gli Enti locali hanno avuto ed hanno 4 anni (5 dal prossimo) per accertare e/o liquidare le imposte, non ha senso dilatare di ulteriori due anni tale termine. Del resto il comma attuale allunga per il periodo di sospensione degli accertamenti il termine di decadenza. Per cui se i termini per l’accertamento/liquidazione sono sospesi per 3 mesi, i termini di decadenza si allungano di 3 mesi.
  • Le stesse note tecniche di accompagnamento del provvedimento, riportavano  che “ nel periodo di sospensione delle attività, il personale degli Enti cui la norma si riferisce non fermerà interamente le lavorazioni in termini istruttori, anche attraverso le modalità di lavoro agile, che potranno essere riprese con piena operatività a valle del periodo di sospensione;
  • Infine, non è possibile scaricare sui cittadini le inefficienze della Pubblica Amministrazione. 

Per le anomalie, i suggerimenti ecc riscontrati nei vari provvedimenti, o suggerimenti futuri, siamo qui ad accogliere le sue note ed a tenerle presente per poterle inserire in un prossimo provvedimento.