le vostre DOMANDE & RISPOSTE alla MINISTRA PISANO di OGGI 25 apr

In videoconferenza con la Ministra per l’innovazionetecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano abbiamo parlato dell’importanza della tecnologia digitale nella lotta al Covid19 e soprattutto dell’implementazione della nuova APP per monitorare e prevenire il contagio del virus. Come ormai mia abitudine, mi sono presa l’incarico di portare realmente la vostra voce nei Palazzi della politica. Ho raccolto le domande che mi avete affidato, incentrate soprattutto sulla app migliore disponibile e sulla privacy, che ho sottoposto personalmente alla Ministra! A breve troverete le risposte qui di seguito.

DOMANDE SULLA APP IMMUNI: Proprietà e Utilizzo

Domanda di Monica R. : Con l’applicazione che avremo tutti sul cellulare non si rischia di far arricchire a dismisura la società che l’ha creato? Quanto è costata allo Stato acquistarla? E ci possiamo fidare di un privato che possiede un app così importante? Potrebbe farne quello che vuole. Dare un tale potere ad un privato è un grande rischio!!

Il Ministero dell’innovazione ha preso in carico le considerazioni dei 2 sottogruppi della Task Force di esperti , e dopo vari confronti sia con il ministro Speranza , anche con il ministro della giustizia, l’OMS, ed altri importanti interlocutori istituzionali, ha sottoposto la scelta della applicazione risultata migliore, assieme al ministro della Sanità, al Presidente del Consiglio Conte che ha dato mandato al commissario Arcuri di acquistare la app. Viene acquisita così, il 16 aprile , la licenza d’uso gratuita perpetua aperta ed irrevocabile , sia del codice sorgente che di tutte le componenti dell’applicazione. Inoltre l’azienda proprietaria, la Immuni, si è data disponibile pro bono a completare tutti gli strumenti software necessari a completare l’intero  sistema nazionale di contact tracing. A questo punto pertanto l’applicazione non è più della società ma è una applicazione dello Stato e la sua applicazione verrà comunque votata dal Parlamento.

Voi immaginatevi se  il paziente Zero avesse potuto avere quest’APP, avremmo potuto avviare tutti quelli con cui è stato in contatto, ha corso la maratona, fatto cene, tutti quelli li avremmo subito individuati, si sarebbero messi in quarantena a casa solo loro e non tutta Italia, se tutti avessero avuto l’APP

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Domanda di Salvatore I.: Sarà insegnato a tutti come usare l’applicazione che ci protegge dal virus? Ci saranno dei numeri da poter chiamare se si ha difficoltà sia da parte sia di cittadini che da parte del personale sanitario?

Ci sarà da subito una approfondita campagna informativa per aiutare tutti i cittadini, di ogni età e capacità, ad imparare ad utilizzare bene l’applicazione . Nel contempo il Commissario straordinario sta analizzando tutte le attività per dare avvio ai contratti che servono per dare tutte le comunicazioni: i contratti con i call center di primo e di secondo livello. Il primo livello servirà per spiegare come funziona l’applicazione ai cittadini (front-end) ed anche ai medici che avranno la gestione del back end. La gestione del call center di secondo livello servità invece se, una volta che il soggetto è stato rilevato come positivo, debba chiamare perché potrebbe avere delle domande che non vengono risolte all’interno dell’applicazione.

Domanda di Antonella C.: quest’APP potrebbe avere problemi di geolocalizzazione,  soprattutto nelle città dove questa funziona poco, cioè ci sono dei  margini di errore abbastanza ampi quindi in teoria se così fosse come si pensa di andare a migliorare questo aspetto? Poi se l’APP usa anche il Bluetooth , io so che non è preciso, misura solo l’intensità del segnale e non sa a che distanza esattamente sono altri cellulari. Come pensate si superare questi problemi?

Questa APP ha problemi di geolocalizzazione ? In verità questa APP non usa affatto la geolocalizzazione non deve gelocalizzare. Quindi non esiste la geolocalizzazione, l’App non deve sapere dov’è il cittadino, l’App non fa il tracking che è il tracciamento, ma fa il  contact tracing che è la memorizzazione dei codici dei cellulari con cui sei venuti a contatto nei giorni precedenti al fatto che sei diventato positivo.  Questa è la motivazione per cui l’App non utilizzia il GPS e le celle telefoniche, ma usa solo la tecnologia Bluetooth Low Energy, questa è una tecnologia molto più precisa.

L’APP TRACCIA I PERCORSI? E COSA SA DI ME?

Domanda di Laura M.: Da quello che leggo in giro non capisco esattamente cosa farà questa app. Cosa significa esattamente tracing? Si tratta di localizzare le persone e vedere i percorsi che fanno? E cosa si viene a sapere di me? Dove circolano i miei dati? A chi vengono forniti, chi ne ha accesso?

No, l’app non localizza le persone positive e non e stata ideata per tracciare percorsi o zone, assolutamente questo non lo fa. Questa app è stata studiata per aiutare i medici a capire chi sono le persone venute a contatto con un contagiato e farlo in tempi brevi per limitare i danni alle persone e proteggerci dall’insorgenza di nuovi focolai. Chi ha l’app può essere più correttamente aiutato dal servizio sanitario ed è più tutelato perchè sei sicuro che se hai avuto un contatto a rischio di contagio e non lo sai, con l’app vieni avvisato subito e così sai che devi stare attento. Si ha subito un vantaggio, più tecnologia vuol dire più precisione, più immediatezza e più sicurezza.

I dati non circolano mai durante la nostra normale giornata, restano sul telefonino, Questo vuol dire che si tratta di un sistema di dati che segue un modello decentralizzato. In questo sistema si seguono i dettami del Garante della Privacy che chiede di rendere minimi i dati memorizzati anche sui singoli dispositivi. I contatti saranno memorizzati in modo assolutamente anonimo, attraverso codici criptati. Non vanno da nessuna parte, restano lì sul suo telefonino personale. Solo quando dovesse capitare di essere trovati positivi, questi codici vanno sul cloud di proprietà della pubblica amministrazione, come accade già con i dati sanitari raccolti manualmente dai medici, con l’unica differenza che la tecnologia, con l’app, lo fa più velocemente e meglio. A tutto vantaggio dell’efficienza e dell’efficacia del sistema sanitario che che può tutelare meglio la nostra salute.

DOMANDE SU APP TRACCIAMENTO VIRUS: Efficienza

Domanda di Alberto A.: L’App già non traccerà i percorsi, non usa il GPS, non riporta in nome delle persone, poi è pure volontaria. Ma questo non renderà l’applicazione poco diffusa tra la cittadinanza? E non rischia di non arrivare mai al suo funzionamento ottimale di protezione dal virus e dalla formazione di nuovi focolai? E poi, per quanto riguarda gli anziani? Loro non se la scaricano!!

Sulla questione della volontarietà dell’APP. Si è detto che questa applicazione possa funzionare bene solo se raggiunge il 60-70 o 90% delle persone, se ne dicono tante, ma in realtà è stato visto che le applicazioni del genere funzionano bene anche con concentrazioni più basse e sono di ausilio comunque alle interviste che fanno già i medici (tracciamento manuale) alle persone positive ai tamponi per capire con chi si con chi si sono incontrati ed avvisare i conoscenti come avviene già ora. Con l’applicazione, anche se una percentuale non enorme di cittadini deciderà di usarla sarà comunque un beneficio, soprattutto nei casi di incontri occasionali come ad esempio sul pulman o al supermercato: al medico, durante l’intervista di quelle persone non puoi riferire perchè non hai il nome, con questo sistema invece tu rendi sicure anche le persone che non conosci.

Riguardo agli anziani che hanno difficoltà con la tecnologia, in Italia c’è una grande situazione di digital divide specie nella terza età avanzata, lo sappiamo. Però, anche se gli anziani non la scaricano, quando i cittadini della sua zona la usano, rendono in generale più sicuro l’ambiente intorno perchè più persone sanno se hanno avuto contatti a rischio, più si auto-pongono in quarantena e non vanno in giro e non infettano nemmeno gli anziani. E’ tecnologia, ha la funzione di proteggere tutti e ciasuno di noi . 

APP PER IL TRACCIAMENTO: Sicurezza e Anonimato

Domanda di Roberto C.: Illustrissima On. Gallicchio, anzitutto Vi ringrazio per la disponibilità a portare le nostre domande all’On. Ministra Pisano; vorrei chiedere se e quali misure tecniche per la sicurezza saranno previste nell’app IMMUNI (stante anche la necessità del BT, tecnologia con protezioni facilmente aggirabili) e quanto l’uso di questa app potrà limitare la nostra libertà (se con il Bluetooth – tecnologia a cortissimo raggio – viene rilevata una persona “contagiata” nella mia zona, i miei dati possono essere trasmessi ed io essere sottoposto a quarantena?)  Vi ringrazio sin da ora per la disponibilità dimostrata .

Gentile sig. Roberto C., l’app è ancora in fase di perfezionamento ed ottimizzazione, quindi tanti dettagli non sono ancora divulgabili, ma sappiamo già che le misure tecniche che sono in fase di adozione in ordine alla sicurezza sono le migliori disponibili. Riguardo al suo dubbio sulle limitazioni della libertà di spostamento nulla cambierà con la app contro il contagio. Difatti già oggi se si viene trovati positivi al tampone si dovrà e restare a casa ed elencare le persone di cui si ricorda il nome e con cui si è stati in contatto nei giorni precedenti, per permettere ai medici di avvisarle del fatto che sono state a contatto con una persona positiva al virus e di rimanere a casa in attenta quarantena. Ovviamente non sarà possibile avvisare tutti, perchè non sappiamo i nomi di chi ha viaggiato insieme a noi su un autobus o abbiamo incrociato al supermercato. Quello che fa questa app è solo aiutare ad avvisare e proteggere anche le persone che non conosciamo. Questa APP non traccia le persone, non ci dice se stiamo passando vicino ad un contagiato, non segna nessun nome e cognome di chi è infetto e nessun dato potrà essere trasferito a nessuno. Questi dati infatti rimangono solo – temporaneamente – nel telefono personale. Sarà premura del personale sanitario, in caso una persona con l’app risulti positiva al virus, oltre a chiedere al paziente positivo le informazioni sui contatti avvenuti nei giorni precedenti, anche sbloccare l’app che invierà automaticamente ed anonimamente avvisi alle app caricate sui telefonini di chiunque si sia trovato nelle immediate vicinanze della persona positiva nei giorni precedenti. L’avviso inviterà a restare a casa perchè nel tale giorno la persona ha avuto un contatto a rischio, ma senza rivelare l’identità del positivo. L’app sarà disponibile senza limitazioni per tutti e solo dopo essere stata autorizzata dal Parlamento, sarà scaricabile su base volontaria e non ci saranno in alcun modo diverse limitazioni di circolazione e di accesso a luoghi pubblici o privati per chi dovesse essere senza. Il nostro faro è la tutela della salute dei cittadini ma anche la tutela della privacy.